lunedì, giugno 08, 2009

A Londra per una sera















Tramonto ocra sul fiume, skyline di ruote d'acciaio e palazzi antichi pieni di guglie, brezza fresca che deterge il cielo e fa sembrare gli sprazzi di azzurro più blu. Tante persone, sempre, ovunque.
Ho perso il privilegio di abitare in una città che gli altri invece possono solo visitare come turisti.

giovedì, maggio 28, 2009

Decisamente non in bolla

Ieri sera sono uscita per un aperitivo con la mia amica sarah. In teoria dovevo poi sentire carlo per organizzarci per uscire a cena io lui e pupattola. In realtà mi presento a casa alle 10 senza aver chiamato e subito incontro lo sguardo infuriato di carlo e sorpreso di mia figlia. Mbè?
Non lo so, non riesco bene a mettere a fuoco, percepisco un vago senso di rollio e beccheggio come se fossi ormeggiata al porto di la spezia invece sono nel mio appartamento di milano.
Faccio un attimo mente locale, ripercorro gli eventi della serata e giungo alla logica conclusione che sono estremamente, tragicamente ubriaca.

Questi due soggetti a me familiari mi parlano ma io non capisco in quale lingua. Per risolvere l'impasse apro il frigo e mi getto come una donna delle caverne su una coscia di pollo fredda sperando che mi renda più lucida. Carlo disgustato si rifugia in camera a guardare la finale di champions. Mia figlia mi ignora impaurita. Riempio un po' lo stomaco con quel che trovo ma la situazione invece di migliorare peggiora e al rollio-beccheggio si aggiunge la nausea da onda lunga, mi chiudo in bagno e cerco di risolvere. Ma niente.

Sono un rottame, non riesco a darmi un tono e dopo qualche minuto schianto sul divano, per meglio dire svengo, e a nulla servono i tentativi di svegliarmi di margherita che mi sale sulla schiena tirandomi i capelli.

Mi sveglio nel cuore della notte quando ormai tutto è buio e zitto e mi trascino fino al letto. Carlo dorme russacchiando con ostilità evidente. Margherita è nel suo lettino, ancora vestita. Io mi sdraio a quattro di bastoni nel letto e rientro immediatamente nel tunnel tremendo del sonno alcolico.

Mi sveglio stamattina con un hangover come non se ne vedevano da anni. Mia figlia che di solito si sveglia dandomi bacini e carezzine mi guarda preoccupata e dice "ehm... ..... ma il papà dov'è?"

Ecco, ho avuto il mio momento ribelle-irresponsabile. Ma una mamma non la passa mai liscia.

mercoledì, maggio 27, 2009

Sembrava una vita invece è un ufficio

Ci sono ricerche che dicono che le donne di oggi son meno felici anche se hanno: carriera, marito, figli, soldi, cultura.

Beh, sto leggendo un libro di oliver sacks sulle malattie mentali (si sa, sono una psicologa mancata e una psicotica centrata) e descrive il problema di quest uomo che vedendo un guanto lo sa descrivere come somma di caratteristiche: una forma liscia, continua, auto contenente, con diverse appendici, ma non riesce a coglierne l'essenza, di guanto.

E cosi si spiega perchè le donne non sono felici. Noi possiamo descrivere la nostra vita come somma di attributi di per sè positivi, ma non riusciamo più a coglierne un senso unitario. Insomma, siamo scollate dall'essenza della nostra vita. La guardiamo da fuori, ma non ne vediamo il significato complessivo.

Ecco spiegato. L'unico modo per riuscire a rivedere il tutto sarebbe non avere scelte. Ma questa non è più una scelta.

giovedì, maggio 14, 2009

La corsa più bella del mondo



























Ieri ero alla conferenza stampa della Mille Miglia, la corsa più bella del mondo, come la definì Enzo Ferrari.

Pur non essendo ancora schierate le auto, dato che la partenza è prevista per stasera, qualcuna qua e là la si vedeva, parcheggiata fuori da qualche ristorante (si sa, gli emiri arabi e i re d'olanda due cappelletti burro e salvia non li rifiutano mai)

Così ho potuto fotografare due oggetti meravigliosi, eccoli lì. Una gloriosa Bugatti del 1927, (la numero 15) che percorse la primissima Mille Miglia, ed una Riley del 1936 (la numero 67): non ci sono parole.
Ecco, tra le varie cose che amerei possedere c'è sicuramente un'auto d'epoca, non per il suo valore intrinseco ma per il suo potere evocativo. Guardo queste nobili signore d'epoca e subito mi si proiettano davanti scene di piloti fascinosi con occhialoni, giacche di pelle e guantini traforati, dame misteriose velate da foulard di seta svolazzanti ed abiti di lino leggeri, tresche consumate all'ombra di alberi frondosi, profumo di benzina, terra bagnata e vino rosso.

Forse in una vita precedente ero Penelope Pitstop, l'amante di Nuvolari.

martedì, maggio 12, 2009

Sanity check

Premesso che le donne, a differenza degli uomini, dei quali esistono un paio di modelli base più o meno accessoriati, sono esseri raffinati complessi e difficilmente standardizzabili, questa è la top five delle tipologie delle donne più repellenti per gli uomini e degli uomini più insopportabili per le donne (dati empirici basati su osservazioni di amici e conoscenti). Io ho dovuto mettere un po' di crocette e me lo tengo come promemoria.

(parto dal fondo, è da leggere come un crescendo di aberrazione)

- 5 - la donna logorroica
- 4 - la donna trascurata
- 3 - la donna che parla subito di matrimonio e figli
- 2 - la donna troppo arrendevole
- 1 - la donna spaccapalle e lamentosa

- 5 - l'uomo senza senso dell'umorismo e autoironia
- 4- l'uomo presuntuoso e pieno di sè
- 3 - l'uomo appiccicoso e senza spina dorsale
- 2 - l'uomo pesante e preciso che non sa prendere la vita alla leggera
- 1 - l'uomo che parla sempre di sè e di cui dopo dieci minuti sai già tutto

lunedì, maggio 11, 2009

Map of the problematique

Ultimamente mi vien da scrivere. e non è un buon segno, dato che ispirazione, se così si può chiamare, fa rima con tensione, depressione, coccolone

sento il bisogno di riavvicinarmi al mio lato oscuro (se qui con me ci fosse Stefano partirebbe subito il respiro affannoso alla darth vader, ma, ahime, Stefano non c'è, e ansimare da sola nel mio ufficio temo possa essere frainteso)

la cosa più vicina al mio stato d'animo attuale è questa canzone dei meravigliosi Muse, dal titolo autoesplicativo. la dedico agli animi sopraffini non avvelenati dalle certezze.

Torture moderne

Quanto segue non è uno stralcio da un trattato sulle torture medievali, ma è la vita quotidiana di una donna fornita di bulbi piliferi.
Metodi di depilazione femminile:

Rasoio - vantaggi: trasportabile, ottimo per le emergenze. esempio. siete a farvi un aperitivo con le amiche, l'uomo più bello del mondo vi si avvicina, vi invita a cena, poi vi porta a casa e manifesta la chiara intenzione di accoppiarsi con voi: potreste aver bisogno di scappare in bagno per un ritocco last-minute delle aree critiche. molto improbabile, ma si sa mai, tenetelo in borsa come un cornetto portafortuna
svantaggi: se non siete esperte con le lame, di certo vi taglierete, sanguinerete per ore e riporterete cicatrici indelebili

Crema - vantaggi: non procura dolori insopportabili
svantaggi: se la lasciate troppo a lungo rischiate di perdere qualche strato di epidermide, se la lasciate troppo poco rischiate di rimanere a chiazze tipo cane con la rogna.
svantaggio sommo: la puzza, una puzzo orribile che non ha paragoni. dovrebbero utilizzarlo in qualche detto sulle cose puzzolenti, tipo "madonna, questa latrina puzza come un tubetto di veet"

Ceretta - vantaggio: te la fanno gli altri, tu devi solo stare li è urlare di dolore
svantaggio: devi trovare la forza di presentarti di fronte a un altro essere umano in versione magilla gorilla.
a tale svantaggio si può ovviare facendola in casa. in questo caso però, se non togliete bene la cera, vi rimane una pellicina collosa che perdurerà per giorni, a cui si inizieranno ad appiccicare pelucchi, polvere ed acari in quantità tale che ben presto vi sembrerà di aver le gambe foderate di alcantara

Tempi duri

L'incipit di questa settimana lavorativa: "con il budget che mi rimane per il lancio di quel prodotto non riuscirei nemmeno a farmi asportare un'ernia inguinale"

venerdì, maggio 08, 2009

Tempus fugit

Stefano aspetta un bimbo, dario si è sposato, daniela ha avuto una bimba, chiara un bimbo, marco convive, e anch'io non mi sento molto bene

giovedì, maggio 07, 2009

Riflessioni fashioniste



- paradigma dello sfigato: se Angelina Jolie si mette un visone finto è eco-friendly, se me lo metto io sono una barbona

- teorema del presunto tarocco: è inutile spendere 2000 euro per una borsa Dior Le Trente, perchè, a meno che prima di indossarla non vi infiliate un paio di Louboutin tacco 12 (foto), non vi strizziate in un tubino Herve Leger, non passiate a farvi truccare da Pat MacGrath e non arriviate in ufficio in limousine, tutti penseranno che siate una sfigata con una Dior tarocca

- confutazione del teorema del presunto tarocco: l'acquisto di un accessorio strepitoso è un piacere edonistico su cui il giudizio altrui è totalmente ininfluente. Dà più soddisfazione passare l'aspirapolvere con un paio di decollete di Sergio Rossi che sfilare in passerella con un sandalo Bata

martedì, maggio 05, 2009

Perchè la civiltà italiana è destinata a perire

Da una parte abbiamo i pruriginosi litigi coniugali del nostro ahimè primo ministro, dall'altra un valoroso amministratore delegato che sta tirando fuori dalla palta una nota azienda italiana e addirittura si spinge a parlare di fusioni e acquisizioni con aziende all'estero, e lo fa alla pari, senza dover finire il giorno dopo sbeffeggiato sui giornali locali per aver fatto qualche figura da pirla.

E le maggiori testate italiane secondo voi quale notizia pubblicano, per prima?

mercoledì, aprile 29, 2009

Le api e i fiori

Una cosa che adoro di Milano è quando, mentre sono in moto, mi trovo davanti il camioncino dei fiori. Si tratta tipicamente di un'ape piaggio completamente stipata di vasi di fiori coloratissimi e di piante che ondeggiano eleganti mentre l'ape si fa strada sui sampietrini.
E' come vedere un giardino pensile che passeggia nel grigiume della città.
Poetico, finché ci passi accanto e il guidatore/fiorista che ti immaginavi come un bucolico coltivatore con le spighe di grano tra i capelli sputa fuori dal finestrino e ti schiva per un pelo. E, conseguentemente, lui smadonna perchè lui non ti aveva visto.

martedì, aprile 28, 2009

Logica schiacciante

Conversazione tra mia madre e mia figlia di due anni e mezzo:

nonna: "amore, è bella la nonna?"
margherita: "nooooooooo! la tata è bella!"
la nonna, smadonnando per aver perso il concorso di bellezza con la tata, si toglie gli occhiali e ci riprova.
nonna: " e adesso la nonna com'è?"
margherita: "adesso è cieca!"

venerdì, aprile 24, 2009

Post from the Past

C'erano una volta Stefano e Giorgia. Lavoravano, convivevano, nello stesso ufficio e passavano il tempo sballottati tra alta strategia e correzione font su powerpoint, nel frattempo si facevano un sacco di ghignate.
Erano i tempi della startup, io arrivai il primo giorno e il mio PC era li, da assemblare, Stefano mi disse: andiamo a farci una pizza, e finimmo a parlare del presente e del futuro prossimo che già sembrava remoto, con una birra davanti (io arrivavo da Londra, ero ancora dipendente dal luppolo). Così, credo, iniziò la nostra amicizia.

Poco dopo si aggiunse Niccolò, lui era un po' il filosofo del gruppo, lo deduco dal fatto che la maggior parte dei suoi pensieri fossero incomprensibili ai più e assimilabili solo tramite osmosi mistica.
Lui portava un lato poetico e ancora non disincantato al nostro lavoro quotidiano. Traduceva in lavoro creativo quello che frullava nei nostri desideri professionali.

Ascoltavo Niccolo e Stefano, due amici, fratelli diversi, giocare con le parole e le battute come a ping-pong, con un ritmo impossibile a cui potevi solo partecipare come spettatore, e sentirti fortunato, e grato per essere li.

Stefano e Niccolò erano il premio che avevo ricevuto per aver deciso di tornare in Italia, nonostante proprio non ne avessi nessuna voglia.

Quel periodo li è finito, e siccome oggi sono sentimentale e sdolcinata dedico questo post e questo video sulla libertà e la fuga ai miei adorati amici Stefano e Niccolò.




Teoremi geoculturali

1 - se sei italiano in Italia hai zero possibilità di essere preso nell'asilo vicino a casa perchè sei 51esimo in graduatoria su 50 posti disponibili

2 - se sei italiano a Londra prendi più facilmente la multa e hai molte meno speranze che ti accolgano il ricorso

3 - se sei milanese a Milano vivi 358 giorni di attesa di quei 7 giorni di fuorisalone in cui davvero ti pare che nella tua città succeda qualcosa di culturalmente interessante e sei immerso per pochi magici giorni in un'atmosfera surrealmente privata della cappa di provincialismo che ci affligge. e in quei giorni, matematicamente, piove

giovedì, aprile 09, 2009

Digital divide

Quando non eravamo "always on", eravamo sì meno connessi, ma l'uomo aveva il suo bel da fare per elaborare strategie di avvicinamento e differenziazione.

Se ero al mare, per contattarmi bisognava telefonare in spiaggia. La mary, che gestiva il lido di finale, veniva a chiamarti, la sua voce poderosa ed estremamente infastidita la sentivi un po' ovunque. Spesso ti toccava la prova di triathlon: tuffo dalla boa al largo, nuotata verso riva e corsa su spiaggia rovente, per raggiungere l'agognata cornetta grigia, da cui sentivi la voce emozionata del tuo fidanzato provvisorio, che ti diceva quanto gli mancavi, e a cui tu confermavii il tuo eterno amore, onde poi sorvolare sull'eternità a cornetta riappesa non appena ti passava davanti il santinelli con il rayban nero, il ricciolo biondo e la camminata strascinata dalla nottata non ancora ben elaborata.

Questo a 15 anni. A 25 non era tanto diverso. Iniziava l'era dell'sms ma erano fatti isolati, il suono del nokia squarciava il silenzio e procurava ancora tuffi al cuore. Ma la tecnica più immediata di avvicinamento dell'uomo (almeno del mio) era scalare il tetto della mia casa di notte e venire a bussare alla finestra della mansarda dove dormivo.
Molto romantico e decisamente atletico.

A 35 cosa succede?
L'sms! qui l'unico sforzo che deve fare l'uomo (e carlo ci sta ancora lavorando) è di cercare di non cannare il destinatario nella rubrica.
La chat! qui certo, si può condire la comunicazione di ironia e attese, costruire il proprio avatar comunicativo e invisibile, che, sempre, non corrisponde alla nostra versione peggiorativa reale.
Allora, qual'è la soluzione romantica all'eccessiva raggiungibilità del nostro amato?
Una soluzione c'è, ed è sotto i nostri occhi. Cosa può rendere due amanti irraggiungibili l'uno per l'altro e richiedere faticose lotte contro il tempo e contro lo spazio per poter comunicare e, con estrema fortuna, congiungersi biblicamente?
Ma certo, i figli! Loro vi impediscono di parlare tranquillamente di questioni che non richiedano un impegno mentale che vada oltre il "passami il sale" e non coprano un arco temporale superiore ai 15 secondi, di accoppiarvi quando e dove volete, persino di dormire vicini.
Io sono certa che il Gugliel Motel sia pieno di coppie sposate in cerca di una sveltina al riparo dalla prole. Grazie, Maghi, adesso so che lo fai per noi!

mercoledì, aprile 08, 2009

Non conforme

Stamattina salendo sulla moto mi accorgo, in un'escalation di orrore, che :
- non ho il bollo
- devo fare il tagliando
- mi è scaduta l'assicurazione
- mi è scaduta la patente
- indosso un paio di decolletes Les Tropeziennes della stagione scorsa

lunedì, aprile 06, 2009

Technologically challenged

E' ormai evidente: la tecnologia mi è ostile. Avevo già il sospetto che fosse insofferente e parzialmente impaurita dalla mia presenza: stampanti che lampeggiano impazzite appena mi avvicino, fotocopiatrici che espellono diffidenti tutto quello che provo a scannerizzare, blackberry che si rifiutano di fungere da telefono (cioè di compiere il minimo sindacale per cui sono creati).
E oggi il mio blog, compagno fedele seppur trascurato mi si è rivoltato contro: il mio blog è un mutante dispettoso e anarchico.
Tutto questo verde non l'ho propriamente scelto, ma tant'è , se questo è il suo volere, apprezzo il golpe e mi sottometto. Finchè un designer valoroso verrà a salvarmi e a restituirmi la libertà grafica, il template verdissimo reggerà la mia sorte editoriale.

venerdì, aprile 03, 2009

Quegli uomini li...



Che dire…. Quando il mio personaggio ideale si incarna nel mio attore ideale. Cerco di individuare la scintilla dell’ attrazione che “quel certo tipo di uomini” esercita su di me. Si tratta di una forza rilassata e non imposta che si rivela nel sorriso ironico, le braci della lotta impongono quelle occhiaie provate.

Uomini che sono troppo immersi nei loro pensieri e nelle loro battaglie per ricordarsi di farsi la barba, un po’ sporchi e disordinati, eppure rigorosi nella coerenza alla loro causa. Leggevo riguardo al Che, eroe di tutti noi sfigati che vorremmo fare la rivoluzione ma stiamo dietro a una scrivania, era così infoiato dai suoi ideali di indipendenza e libertà che si dimenticava di fare il padre, e ogni tanto incappava in qualche letto che non era quello dove si trovava la moglie. Distratto sulle cose importanti, convinto che gli ideali possano diventare realtà condivise e felici. Inseguendo la totalità dimenticano le piccole cose della vita e l‘importanza di rendere felici i singoli, oltre alle masse.

Così, per questa incapacità di stare coi piedi per terra e di rilassarsi e godersi la vita, amo questo genere di uomini. Invincibili in battaglia, completamente inaffidabili nella vita privata e dimentichi delle regole base del sentimento eppure invasi da una passione irragionevole che possa dar forma ai loro casini interni. Mietono vittime e proseliti per il solo fatto di essere vivi e continuano da morti. Se ne sbattono di tutti così basta un lampo di interesse nei nostri confronti per farci impazzire d’amore e sperare ogni volta, invano, di riuscire a vincere la loro inafferrabilità e guarire la loro guerra.

lunedì, marzo 16, 2009

FB FCKU

Ecco qui qualcosa su cui riflettere.

Su facebook ci deve essere un traduttore un po' svanito, o peggio un traduttore automatico, visto che spesso si trovano strisce di testo che sfidano anche le regole base della grammatica italiana. Cito testualmente, tra i feed in prima pagina: "Tizio ha inviato appena uno scrutinio circa Caio. Pensi che Caio è intelligente?

inviato appena?
circa??
scrutinio???
pensi che.. e' intelligente???!!!

Ora, già il nostro stile di comunicazione è stato inquinato, sveltito, minacciato, dalla chat: ci concediamo errori di battitura madornali (contate solo quelli che ho fatto io in questo articolo!) che ormai non sconvolgono il nostro interlocutore il quale addirittura comprende quello che gli stiamo mal scrivendo. Il dover (o voler) scrivere velocemente ci porta a semplificare il lessico, a non ricercare le parole più adatte per esprimere un concetto. L'isteria comunicativa ha la meglio sulla profondità del linguaggio. Nella nostra frenesia di superdigitatori è una gara a chi scrive più parole al secondo. Ci fermiamo solo di fronte ad un interlocutore che ci chiede esplicitamente chiarimenti: "????????????????? che ...zzzzo vuol dire?????"

Chiudiamo un occhio anche su certe abbreviazioni insopportabili ankorkè inutili. Che impegno fisico può richiedere un "ch" invece di un "k"? e , soprattutto, perchè scrivere un K dove ci va un'innoqua c?
Chiudiamo due okki sull' uso smodato e invadente delle maiuscole e delle faccine per sottolineare dei concetti nemmeno così mirabolanti "CIAO AMICOOOO!!!!! :-))))))))", se guardate qualsiasi commento a qualsiasi video su youtube vi verrà il mal di mare affogherete nei punti esclamativi e nelle KAPPA maiuscole.

MA... quando è troppo è troppo. Passi tutto, faccine, maiuscole, abbreviazioni, cioa invece di ciao, ma addirittura insultare la grammatica italiana prendendo un traduttore automatico o cerebroleso, NO! non si fa!