mercoledì, aprile 29, 2009

Le api e i fiori

Una cosa che adoro di Milano è quando, mentre sono in moto, mi trovo davanti il camioncino dei fiori. Si tratta tipicamente di un'ape piaggio completamente stipata di vasi di fiori coloratissimi e di piante che ondeggiano eleganti mentre l'ape si fa strada sui sampietrini.
E' come vedere un giardino pensile che passeggia nel grigiume della città.
Poetico, finché ci passi accanto e il guidatore/fiorista che ti immaginavi come un bucolico coltivatore con le spighe di grano tra i capelli sputa fuori dal finestrino e ti schiva per un pelo. E, conseguentemente, lui smadonna perchè lui non ti aveva visto.

martedì, aprile 28, 2009

Logica schiacciante

Conversazione tra mia madre e mia figlia di due anni e mezzo:

nonna: "amore, è bella la nonna?"
margherita: "nooooooooo! la tata è bella!"
la nonna, smadonnando per aver perso il concorso di bellezza con la tata, si toglie gli occhiali e ci riprova.
nonna: " e adesso la nonna com'è?"
margherita: "adesso è cieca!"

venerdì, aprile 24, 2009

Post from the Past

C'erano una volta Stefano e Giorgia. Lavoravano, convivevano, nello stesso ufficio e passavano il tempo sballottati tra alta strategia e correzione font su powerpoint, nel frattempo si facevano un sacco di ghignate.
Erano i tempi della startup, io arrivai il primo giorno e il mio PC era li, da assemblare, Stefano mi disse: andiamo a farci una pizza, e finimmo a parlare del presente e del futuro prossimo che già sembrava remoto, con una birra davanti (io arrivavo da Londra, ero ancora dipendente dal luppolo). Così, credo, iniziò la nostra amicizia.

Poco dopo si aggiunse Niccolò, lui era un po' il filosofo del gruppo, lo deduco dal fatto che la maggior parte dei suoi pensieri fossero incomprensibili ai più e assimilabili solo tramite osmosi mistica.
Lui portava un lato poetico e ancora non disincantato al nostro lavoro quotidiano. Traduceva in lavoro creativo quello che frullava nei nostri desideri professionali.

Ascoltavo Niccolo e Stefano, due amici, fratelli diversi, giocare con le parole e le battute come a ping-pong, con un ritmo impossibile a cui potevi solo partecipare come spettatore, e sentirti fortunato, e grato per essere li.

Stefano e Niccolò erano il premio che avevo ricevuto per aver deciso di tornare in Italia, nonostante proprio non ne avessi nessuna voglia.

Quel periodo li è finito, e siccome oggi sono sentimentale e sdolcinata dedico questo post e questo video sulla libertà e la fuga ai miei adorati amici Stefano e Niccolò.




Teoremi geoculturali

1 - se sei italiano in Italia hai zero possibilità di essere preso nell'asilo vicino a casa perchè sei 51esimo in graduatoria su 50 posti disponibili

2 - se sei italiano a Londra prendi più facilmente la multa e hai molte meno speranze che ti accolgano il ricorso

3 - se sei milanese a Milano vivi 358 giorni di attesa di quei 7 giorni di fuorisalone in cui davvero ti pare che nella tua città succeda qualcosa di culturalmente interessante e sei immerso per pochi magici giorni in un'atmosfera surrealmente privata della cappa di provincialismo che ci affligge. e in quei giorni, matematicamente, piove

giovedì, aprile 09, 2009

Digital divide

Quando non eravamo "always on", eravamo sì meno connessi, ma l'uomo aveva il suo bel da fare per elaborare strategie di avvicinamento e differenziazione.

Se ero al mare, per contattarmi bisognava telefonare in spiaggia. La mary, che gestiva il lido di finale, veniva a chiamarti, la sua voce poderosa ed estremamente infastidita la sentivi un po' ovunque. Spesso ti toccava la prova di triathlon: tuffo dalla boa al largo, nuotata verso riva e corsa su spiaggia rovente, per raggiungere l'agognata cornetta grigia, da cui sentivi la voce emozionata del tuo fidanzato provvisorio, che ti diceva quanto gli mancavi, e a cui tu confermavii il tuo eterno amore, onde poi sorvolare sull'eternità a cornetta riappesa non appena ti passava davanti il santinelli con il rayban nero, il ricciolo biondo e la camminata strascinata dalla nottata non ancora ben elaborata.

Questo a 15 anni. A 25 non era tanto diverso. Iniziava l'era dell'sms ma erano fatti isolati, il suono del nokia squarciava il silenzio e procurava ancora tuffi al cuore. Ma la tecnica più immediata di avvicinamento dell'uomo (almeno del mio) era scalare il tetto della mia casa di notte e venire a bussare alla finestra della mansarda dove dormivo.
Molto romantico e decisamente atletico.

A 35 cosa succede?
L'sms! qui l'unico sforzo che deve fare l'uomo (e carlo ci sta ancora lavorando) è di cercare di non cannare il destinatario nella rubrica.
La chat! qui certo, si può condire la comunicazione di ironia e attese, costruire il proprio avatar comunicativo e invisibile, che, sempre, non corrisponde alla nostra versione peggiorativa reale.
Allora, qual'è la soluzione romantica all'eccessiva raggiungibilità del nostro amato?
Una soluzione c'è, ed è sotto i nostri occhi. Cosa può rendere due amanti irraggiungibili l'uno per l'altro e richiedere faticose lotte contro il tempo e contro lo spazio per poter comunicare e, con estrema fortuna, congiungersi biblicamente?
Ma certo, i figli! Loro vi impediscono di parlare tranquillamente di questioni che non richiedano un impegno mentale che vada oltre il "passami il sale" e non coprano un arco temporale superiore ai 15 secondi, di accoppiarvi quando e dove volete, persino di dormire vicini.
Io sono certa che il Gugliel Motel sia pieno di coppie sposate in cerca di una sveltina al riparo dalla prole. Grazie, Maghi, adesso so che lo fai per noi!

mercoledì, aprile 08, 2009

Non conforme

Stamattina salendo sulla moto mi accorgo, in un'escalation di orrore, che :
- non ho il bollo
- devo fare il tagliando
- mi è scaduta l'assicurazione
- mi è scaduta la patente
- indosso un paio di decolletes Les Tropeziennes della stagione scorsa

lunedì, aprile 06, 2009

Technologically challenged

E' ormai evidente: la tecnologia mi è ostile. Avevo già il sospetto che fosse insofferente e parzialmente impaurita dalla mia presenza: stampanti che lampeggiano impazzite appena mi avvicino, fotocopiatrici che espellono diffidenti tutto quello che provo a scannerizzare, blackberry che si rifiutano di fungere da telefono (cioè di compiere il minimo sindacale per cui sono creati).
E oggi il mio blog, compagno fedele seppur trascurato mi si è rivoltato contro: il mio blog è un mutante dispettoso e anarchico.
Tutto questo verde non l'ho propriamente scelto, ma tant'è , se questo è il suo volere, apprezzo il golpe e mi sottometto. Finchè un designer valoroso verrà a salvarmi e a restituirmi la libertà grafica, il template verdissimo reggerà la mia sorte editoriale.

venerdì, aprile 03, 2009

Quegli uomini li...



Che dire…. Quando il mio personaggio ideale si incarna nel mio attore ideale. Cerco di individuare la scintilla dell’ attrazione che “quel certo tipo di uomini” esercita su di me. Si tratta di una forza rilassata e non imposta che si rivela nel sorriso ironico, le braci della lotta impongono quelle occhiaie provate.

Uomini che sono troppo immersi nei loro pensieri e nelle loro battaglie per ricordarsi di farsi la barba, un po’ sporchi e disordinati, eppure rigorosi nella coerenza alla loro causa. Leggevo riguardo al Che, eroe di tutti noi sfigati che vorremmo fare la rivoluzione ma stiamo dietro a una scrivania, era così infoiato dai suoi ideali di indipendenza e libertà che si dimenticava di fare il padre, e ogni tanto incappava in qualche letto che non era quello dove si trovava la moglie. Distratto sulle cose importanti, convinto che gli ideali possano diventare realtà condivise e felici. Inseguendo la totalità dimenticano le piccole cose della vita e l‘importanza di rendere felici i singoli, oltre alle masse.

Così, per questa incapacità di stare coi piedi per terra e di rilassarsi e godersi la vita, amo questo genere di uomini. Invincibili in battaglia, completamente inaffidabili nella vita privata e dimentichi delle regole base del sentimento eppure invasi da una passione irragionevole che possa dar forma ai loro casini interni. Mietono vittime e proseliti per il solo fatto di essere vivi e continuano da morti. Se ne sbattono di tutti così basta un lampo di interesse nei nostri confronti per farci impazzire d’amore e sperare ogni volta, invano, di riuscire a vincere la loro inafferrabilità e guarire la loro guerra.