Tre anni fa quando mi sono trasferita nell'appartamento in cui ora abito, per festeggiare il mio arrivo pronti via hanno impacchettato il palazzo e hanno iniziato i lavori di innalzamento.
Dovevano aggiungere un bellissimo piano attico, da vendere alla modica cifra di 8 mila euro al metro quadro.
Per essere certi che fosse una bella sorpresa per tutti gli inquilini, hanno messo spessi teloni bianchi davanti alle impalcature. Per tre anni, voglio sottolineare.
Ebbene, oggi è stato il gran giorno, il giorno in cui l'opera del grande architetto innalzatore è stata svelata al mondo.
Il nuovo piano "attico" sta appoggiato sull'elegante testa ottocentesca del nostro palazzo come un agghiacciante cubo di cemento color chili con carne, completamente alieno al resto dell'edificio, e ogni volta che guardo in alto mi viene da vomitare, forse per vertigine, visto che il palazzo è ormai alto come il crysler building, o forse per una forma di reazione allergica che le mostruosità architettoniche prodotte dalla sete di profitto mi generano spontaneamente.
Sono oltraggiata, schifata e incacchiata come un cucciolo di facocero col culo ghiacchiato.

